Archivio per maggio 2010

FIST LOVE “THE MACCABES”

I The Maccabees sono una band indie rock inglese  di Brighton, originari di Londra. Ad oggi hanno pubblicato due album, Colour It In, e Wall of Arms.

Il nome del gruppo è stato scelto sfogliando la Bibbia e scegliendo una parola a caso. Nonostante abbiano un nome di ispirazione religiosa, il frontman del gruppo, Orlando Weeks, ha dichiarato durante un’intervista che nella band non c’è nulla di religioso.

I primi due singoli dei Maccabees, X-Ray e Latchmere, usciti tra il 2005 e il 2006, sono stati trasmessi in alcune radio inglesi, ma non hanno avuto un grande risalto a livello internazionale. Il video del secondo singolo, invece, dopo essere stato inserito su YouTube ha avuto un notevole successo su internet.

Dopo aver firmato un contratto con la Fiction Records, nel Maggio del 2007 pubblicano il loro primo album, Colour It In. Con il singolo First Love riescono per la prima volta ad entrare nella UK Singles Chart, posizionandosi al 40° posto. Con il successivo About Your Dress raggiungono il 33° posto nelle classifiche di vendita inglesi. Dopo l’uscita del loro primo album hanno fatto un tour negli USA insieme ai Bloc Party e successivamente, a partire da Ottobre 2007, un tour per tutto il Regno Unito.

Precious Time, che mia aveva colpito sin dal primo ascolto. Ma è stato leggendo più di una recensione positiva sul web che mi sono detta : ma sì, voglio contribuire anch’io, nel mio piccolo, a far conoscere questa band che ancora non è “esplosa”.  Il disco d’esordio dei Maccabees si chiama ‘Colour It In’ ed è formato da 13 tracce dalla grande musicalità e soprattutto capaci di dare una precisa identità a questa giovane band. Siamo, per intenderci, nell’ambito pop/rock-new wave. Mi piace definirli come un punto d’incontro tra le melodie dei Magic Numbers ed i rudi riff di chitarra dei Kings of Leon. Ma i Maccabees sono soprattutto i Maccabees, e la grande particolarità è senza dubbio costituita dalla splendida voce del cantante della band, Orlando Weeks. In certi pezzi si sente prepotente l’influenza dei Blur. Nel disco non mancano i momenti più lenti e riflessivi (‘Toothpaste Kisses’) così come si possono ritrovare piacevoli impennate di ritmo (‘All In Your Rows’, ‘Latchmere’) e brani di grande qualità pubblicati finora come singoli, ‘About Your Dress’, ‘First Love’ e la bellissima ‘Precious Time’, pezzo dalla propotente singolarità, che meriterebbe sicuramente maggiore celebrità. Come ho letto in alcune recensioni, i Maccabees sono un fenomeno tipicamente British. Proprio per questo, gli amanti del Brit-Style corrono seriamente il rischio di restarne, come me, folgorati!

GRYZZLY BEAR

Grizzly Bear è il nome di un gruppo indie rock formatosi a Brooklyn e composto da Daniel Rossen (voce, chitarra e tastiere), Ed Droste (voce, chitarra, tastiere), Chris Taylor, polistrumentista (basso, voce di accompagnamento e produttore), e Christopher Bear (batteria e voce di accompagnamento). Il gruppo utilizza strumenti elettronici e tradizionali. Il loro stile è caratterizzato dalla presenza di elementi tipici del pop psichedelico, del folk rock e dell’experimental rock. Acquistano notevole importanza chitarre acustiche e vocalismi.

Daniel Rossen fa parte anche del duo dei Department of Eagles.

VECKATIMEST(ALBUM 2009)

Benché infatti l’irregolarità delle melodie connoti con evidenza l’album fin dal suo inizio, l’andamento ondeggiante della maggior parte dei brani non si traduce in ostentate derive freak in stile Animal Collective, sfociando piuttosto in canzoni dai più pronunciati accenti pop. È il caso dell’aggraziata polifonia vocale di “Two Weeks”, dell’efficacissimo passaggio tra “Ready, Able” e “About Face” e della perfetta popsong corale “While You Wait For The Others” che, a voler cercare a tutti i costi degli accostamenti, coniugano con palese naturalezza la più classica vena pop dei Beach Boys con la trasfigurazione solare degli ultimi Sigur Rós e con la grandiosità d’impianto sonoro degli Arcade Fire.
Droste e soci non dimenticano tuttavia la loro originaria matrice folk, che riaffiora in superficie nella conclusiva “Foreground”, che riconduce a una quieta elegia acustica tutto quanto fin lì offerto da “Veckatimest” e dalla sua coralità celestiale percorsa da iterazioni armoniche, timide dissonanze e controllate fughe psichedeliche.

Le infinite sfumature del caleidoscopio creato dai Grizzly Bear confermano senz’altro quanto di buono già lasciato intravedere nelle opere precedenti, facendo riscontrare nella loro vorticosa modalità espressiva quel giusto equilibrio tra tessiture melodiche e divertite timbriche di folk corale invano perseguito da tanti altri artisti che finiscono per perdersi nei meandri di un disordine compositivo studiato ma troppo spesso fine a se stesso. In questo caso, lo spirito giocondo di base e persino l’abbandono a qualche divertita eccentricità risultano invece funzionali a un pop sì obliquo e inafferrabile, ma dotato di un propria spiccata impronta caratteriale e sorretto da canzoni che, superata qualche comprensibile difficoltà iniziale, riescono gradualmente a entrare in circolo, forti di una sapiente efficacia di scrittura e di un incontaminato spirito frizzante.

IDENTIFUCABILI CON

“Two Weeks”

LA DOLCEZZA INDIE “BON IVER”

Scoperto per caso …

La mia mente è rimasta folgorata  dalla dolcezza di questo cantante..

Bon Iver è il nome d’arte del folk singer Justin Vernon. il nome Bon Iver e’ la traduzione bastarda dal francese di bon hiver (buon inverno). il suo debutto indipendente, For Emma, Forever Ago risale al 2007, ed e’ stato registrato in 4 mesi in una casa sperduta da qualche parte nel Wisconsin. e’ stato membro dei Mount Vernon e dei DeYarmond Edison, due band di Eau Claire, Wisconsin, dove Vernon vive.

Per avere ulteriori informazioni    potete contattare lo space :

http://www.myspace.com/boniver

A questo punto potete capire la profonda anima dei Bon Iver e del suo cantante, Justin Vernon, al quale tutto questo è successo nell’arco di un respiro. Si, proprio così solo che da quel momento sembra che tutto sia girato a suo favore ( e qui i fatalisti si imbelletteranno e andranno a festa). Incide 9 pezzi e una demo che stamperà su 500 cd.

Il resto lo ha fatto internet, MySpace, YouTube e tutti i blog di critici e appassionati vari. Trovata un etichetta e un gruppo di supporto, i Bon Iver (“buon inverno” in francese maccheronico), ha prodotto For Emma, Forever Ago lo scorso febbraio, vendendo 87000 copie. E già dal titolo si capisce la sua forza nell’esprimere, cantandole al mondo,  paure e debolezze.

Ad ogni accordo di chitarra sembra si conosca qualcosa di più su di lui, sulla sua storia. Non si può fare a meno di sentire la malinconia ad ogni passaggio, alcune volte quasi un lamento, mai fastidioso. Tutto accompagnato da una voce non particolarissima come timbro (anche se un falsetto così..), ma con una capacità di interpretazione  ed un enfasi ineguagliabili. Ti prende e tu non fai altro che seguirlo negli anni e nelle difficoltà, che ormai sono anche le tue. Fino alla perla dell’album, Re: Stacks una delle canzoni più belle sentite nell’anno passato.

Anche ai più cinici/disillusi, la sua storia, può dare un esempio di come le cose possono cambiare. Vorrei potesse bastare questo album per crederci. Ma era per sempre tanto tempo fa…ora fate accomodare la vostra anima a fianco alle note di queste emozioni, coprendola casomai sentisse freddo.

“AL MATTINO” THE CORAL

PER TUTTI VOI CHE AMATE LA VITA 🙂

chiudi la porta della camera da letto al mattino
vai a far compere e organizzati per aver fiducia
aver fiducia nel mattino
pensa, stavo dormendo, era solo un sogno,
un gatto di nome ally mastica una mela marcia
al mattino

lontano dal buio, nella luce
quando arriva il mattino sono tranquillo
quando vado via, cerco di non svegliarla

te e briciole di toast nel tappeto di ieri
al mattino
ha scritto lei il mio nome nell’agenda telefonica rossa
quando sarei arrivato li’, lòei l’avrebbe gia’ gettata via

lontano dal buio, nella luce
quando arriva il mattino sono tranquillo

in tutto questo tempo ne ho osservato i suoi cambiamenti
ed e’ rimasta sempre la stessa

MARICA ED ALESSIA è PER VOI 🙂

“THE CORAL ” STATUTO INDIE

The Coral è il nome di un gruppo musicale rock inglese attivo dalla fine degli anni novanta. Il gruppo si è for

mato nel 1996 a Hoylake paese vicino Quando sono giù e ho le mani legate (mani legate)
I cannot reach a pen for me to draw the line (draw the line) Non riesco a raggiungere una penna per me disegnare la linea (tracciare la linea)

From this pain I just can’t disguise (can’t disguise) Da questo dolore non riesco proprio a nascondere (non può nascondere)
Its gonna hurt but I’ll have to say goodbye (say goodbye) Relativo andare male, ma dovrò dire addio (addio) per iniziativa di un gruppo di sei amici dello stesso quartiere. Sinora hanno pubblicato cinque album che hanno ris

cosso un buon successo di pubblico in patria (il loro disco d’esordio è stato fra i candidati al Mercury Music Prize 2002), ma meno all’estero dove i loro singoli sono rimasti confinati al circuito indie.

La musica del gruppo è un misto di country vecchio stile, psichedelia anni sessanta e folk con influenze rock.

La canzone Dreaming of You è stata usata come colonna sonora dell’episodio di Scrubs Il mio Mostro.

Con il secondo disco (“Magic & Medicine”, 2003) avevano mantenuto le qualità e le promesse del debutto continuando a fare ben sperare, ma dagli album successivi si è cominciato a intuire che si fosse rotto qualcosa nella giocosa

macchina The Coral e “Roots & Echoes” conferma in maniera drastica questa sensazione.

CREDO CHE LA CANZONE CHE PIU’ DI OGNI ALTRA  CI  RIFLETTA SIA

“Dreaming Of You”

“Quando sono giù e ho le mani legate (mani legate)
I cannot reach a pen for me to draw the line (draw the line) Non riesco a raggiungere una penna per me disegnare la linea (tracciare la linea)
From this pain I just can’t disguise (can’t disguise) Da questo dolore non riesco proprio a nascondere (non può nascondere)
Its gonna hurt but I’ll have to say goodbye (say goodbye) Relativo andare male, ma dovrò dire addio (addio)”

“RAZORLIGHT” LA GIUSTA STRADA INDIE?

I Razorlight sono un gruppo musicale indie rock anglosvedese attivo dal 2002.

L’album di debutto dei Razorlight, Up All Night, uscì il 28 giugno 2008, raggiungendo la terza posizione nella classifica inglese. L’uscita del disco fu accompagnata dalle recensioni positive di NME, Q Magazine e Billboard, anche se il gruppo fu accusato di mancanza di immaginazione e poca originalità, presumibilmente per aver tratto ispirazione da altre band influenti come gli Strokes.

I Razorlight sono poi divenuti molto popolari all’interno della scena musicale londinese: le loro esibizioni sono state talmente richieste da indurre il gruppo ad organizzare spettacoli extra, tra cui al celebre Alexandra Palace, la cui capacità supera le 7000 unità. Il successo commerciale ottenuto dall’album nella UK ha portato a considerare Up All Night come uno dei lavori più importanti del 2004.

Up All Night è stato edito di nuovo nell’aprile 2005 , includendo il singolo precedentemente omesso Somewhere Else, che ha raggiunto la seconda posizione della classifica.

Nel luglio 2005 la band si è esibita all’Hyde Park di Londra all’interno della serie di concerti del Live 8; inoltre è stata al centro di molte polemiche per non aver devoluto in beneficenza i suoi proventi extra.

Durante il 2005  i Razorlight si sono esibiti come supporto di artisti del calibro di Queen + Paul Rodgers, Richard Ashcroft, Oasis e Rolling Stones.

Il gruppo inglese ha pubblicato in Gran Bretagna il secondo album, Razorlight, il 17 luglio 2006 e, dopo appena una settimana, ha conquistato la vetta della classifica; tra le recensioni positive ricevute spicca un rarissimo 5/5 della rivista Q Magazine. Il primo singolo tratto dall’album, In The Morning, era stato pubblicato il 3 luglio2006, raggiungendo la seconda posizione in classifica (la terza migliore performance del gruppo, dopo Somewhere Else  e America)

Nel 2007 i Razorlight sono stati nominati a due Brit Awards (Best British Band e Best Song, con America) e anche a due NME Brat Awards (Worst Band e Worst Album).

Adesso ascoltiamo

“Golden Touch”

Maxïmo park

I Maxïmo park sono un gruppo indie rock inglese formato nel2000

Nel 2005 si affermano rapidamente nel panorama e il loro album di debutto, A Certain Trigger, viene accolto da alcuni critici come uno dei migliori album dell’anno e fa aumentare notevolmente il numero dei loro fan in Gran Bretagna. A luglio del 2005 l’album viene nominato per il Mercury Prize.

Nell’agosto  del2006la band annuncia di star lavorando al loro prossimo album, prodotto da Gil Norton e registrato a Londra. Il 22 gennaio 2007 a band annuncia che il loro secondo album, Our Earthly Pleasures, uscirà il 2 aprile 2007 e sarà preceduto dal singolo Our Velocity (19 marzo 2007). Il 30 gennaio 2007 vengono pubblicati i dettagli sull’Our Earthly Pleasures Tour, i cui biglietti per le tappe principali sono andati esauriti in pochi minuti.

Il gruppo sta ultimando la realizzazione del terzo album con l’aiuto del produttore Nick Launay (Nick Cave, Grinderman, Yeah Yeah Yeahs) a Los Angeles. Il nuovo disco segna a quanto ha dichiarato il cantante Paul Smith a NME un leggero cambiamento di atmosfere con le tastiere in maggior evidenza ed un suono più orientato verso il groove. Attualmente sono in tour per l’Europa per presentare i pezzi del nuovo album la cui uscita è prevista per la primavera del 2009.

I Maximo Park hanno dato un titolo a quello che sarà il loro terzo LP: il disco si chiamerà ‘Quicken The Heart’ ed uscirà l’ 11 Maggio 2009.

‘Quicken The Heart’ conterrà 12 tracce, tra cui ‘Tanned’ e ‘Questing’, che recentemente il frontman Paul Smith aveva ipotizzato come presenti nel nuovo lavoro.

Sul sito ufficiale della band è disponibile in download gratuito il primo brano dell’album, Wraithlike.

Maximo Park, una delle principali indie band inglesi, per presentare il terzo album Quicken the Heart in uscita il 15 maggio; il disco sarà preceduto dal singolo The Kids Are Sick Again.
Oltre al concerto di Milano la band suonerà nei principali festival europei quest’estate.
L’album è stato realizzato a Los Angeles con l’aiuto del produttore Nick Launay (Nick Cave, Grinderman, Yeah Yeah Yeah). A quanto ha dichiarato il cantante Paul Smith il nuovo album segna un cambiamento di atmosfere con le tastiere in maggior evidenza ed un suono più orientato verso il groove pur non potendo essere definito dance e rimanendo essenzialmente il sound dei Maximo Park.I Maximo Park hanno pubblicato due album, A Certain Trigger nel 2005.

AMO TROPPO QUESTA SONG 🙂

“I Want You To Stay”