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TWO DOOR CINEMA CLUB

A giudicare da quanto se ne parla, sembrano essere il gruppo indie del momento all’estero. I ragazzi, tutti giovanissimi, vengono dall’Irlanda del Nord e incidono per la trendissima Kitsuné, etichetta francese solitamente votata all’elettronica ma che ogni tanto non disdegna incursioni nella musica strumentistica.

Hanno suonato in Italia a febbraio e, a quanto pare, torneranno verso fine anno. Di loro si dice un gran bene e in molti li acclamano come la next big thing. In realtà però, piuttosto che tesserne le lodi, vorrei prenderli ad esempio per aprire una piccola polemica.

Li ho ascoltati, ho guardato i loro video (ne trovate alcuni dopo il salto) e… insomma, mi manca solo la dimensione live per poterli giudicare appieno. L’impressione che ne ho ricavato per ora però non è particolarmente positiva. Partiamo dal look: studiato, studiatissimo per essere “à la page” e colpire. Studiato, troppo studiato.

Ecco, parlando di musica, i Two Door Cinema Club, vengono accreditati di fare indie ed electropop.

La mia opinione per ora è che i Two Door Cinema Club non siano altro che un pastone di clichés. Un miscuglio di alcuni dei componenti di successo delle band indie degli ultimi anni. Un po’ di punk-funk Bloc Party di qui, un po’ di etno/new wave dei Vampire Weekend di là, il tutto con un diffuso richiamo al brit-pop che funziona sempre. Niente affatto inascoltabili, anzi estremamente easy listening e accattivanti per l’ascoltatore medio. Vi chiederete e allora cosa c’è di male?

A  mio modo di vedere  ma a originalità stiamo a zero o quasi.

COSA NE PENSATE ? 🙂

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FIST LOVE “THE MACCABES”

I The Maccabees sono una band indie rock inglese  di Brighton, originari di Londra. Ad oggi hanno pubblicato due album, Colour It In, e Wall of Arms.

Il nome del gruppo è stato scelto sfogliando la Bibbia e scegliendo una parola a caso. Nonostante abbiano un nome di ispirazione religiosa, il frontman del gruppo, Orlando Weeks, ha dichiarato durante un’intervista che nella band non c’è nulla di religioso.

I primi due singoli dei Maccabees, X-Ray e Latchmere, usciti tra il 2005 e il 2006, sono stati trasmessi in alcune radio inglesi, ma non hanno avuto un grande risalto a livello internazionale. Il video del secondo singolo, invece, dopo essere stato inserito su YouTube ha avuto un notevole successo su internet.

Dopo aver firmato un contratto con la Fiction Records, nel Maggio del 2007 pubblicano il loro primo album, Colour It In. Con il singolo First Love riescono per la prima volta ad entrare nella UK Singles Chart, posizionandosi al 40° posto. Con il successivo About Your Dress raggiungono il 33° posto nelle classifiche di vendita inglesi. Dopo l’uscita del loro primo album hanno fatto un tour negli USA insieme ai Bloc Party e successivamente, a partire da Ottobre 2007, un tour per tutto il Regno Unito.

Precious Time, che mia aveva colpito sin dal primo ascolto. Ma è stato leggendo più di una recensione positiva sul web che mi sono detta : ma sì, voglio contribuire anch’io, nel mio piccolo, a far conoscere questa band che ancora non è “esplosa”.  Il disco d’esordio dei Maccabees si chiama ‘Colour It In’ ed è formato da 13 tracce dalla grande musicalità e soprattutto capaci di dare una precisa identità a questa giovane band. Siamo, per intenderci, nell’ambito pop/rock-new wave. Mi piace definirli come un punto d’incontro tra le melodie dei Magic Numbers ed i rudi riff di chitarra dei Kings of Leon. Ma i Maccabees sono soprattutto i Maccabees, e la grande particolarità è senza dubbio costituita dalla splendida voce del cantante della band, Orlando Weeks. In certi pezzi si sente prepotente l’influenza dei Blur. Nel disco non mancano i momenti più lenti e riflessivi (‘Toothpaste Kisses’) così come si possono ritrovare piacevoli impennate di ritmo (‘All In Your Rows’, ‘Latchmere’) e brani di grande qualità pubblicati finora come singoli, ‘About Your Dress’, ‘First Love’ e la bellissima ‘Precious Time’, pezzo dalla propotente singolarità, che meriterebbe sicuramente maggiore celebrità. Come ho letto in alcune recensioni, i Maccabees sono un fenomeno tipicamente British. Proprio per questo, gli amanti del Brit-Style corrono seriamente il rischio di restarne, come me, folgorati!

FOALS”COLORATI” :)

I Foals sono un gruppo musicale formatosi a Oxford, Inghilterra nel 2005.

Di nuove band, dal Regno Unito, ne escono talmente tante che non ci si fa più caso . Quindi, perché degnare di attenzione gli ennesimi cinque giovani che finiscono sull’Nme? Perché continuare a sperare che, finalmente, questi siano diversi?

Proverò a spiegarvi perché i Foals, da Oxford (ma con base a Brighton), meritano qualcos(in)a in più.
Innanzitutto perché sono una band che dal vivo impressiona per potenza, per compattezza, per il feeling che i cinque instaurano tra loro e tra il palco e il pubblico: non è poco, vista l’inconsistenza live di band di punta del genere tipo Bloc Party, per fare un esempio.
Poi perché di inglesi che provano a fare i Battles (“The French Open”) non se ne erano sentiti tanti; e a scimmiottare in chiave pop una band originale come i Battles rischi di fare una figura magra, cosa che i nostri evitano di un niente risultando, comunque, un po’ ingenui e dozzinali.

Ascolti un disco così e ti chiedi perché un personaggio del calibro di David “Das” Sytek, mente, chitarrista e produttore dei Tv On The Radio, si sia scomodato per produrli: ti rispondi che a volte la vita è strana, non che è la solita marchetta di un produttore in voga in cerca di soldi facili.
Perché? Perché “Antidotes” non è un disco brutto, o indecente, o inutile. E’, molto semplicemente, un disco di debutto di cinque ragazzi che si sono visti puntare addosso le luci dei riflettori. E’ un disco da cui emerge una perizia tecnica sopra la media e un non eccedere nel farne mostra decisamente sapiente. E’ un disco in cui si gira attorno allo stesso giochino per 47 minuti ma con almeno 3-4 momenti intensi. Belli ma non bellissimi. Potenti e discretamente urgenti. E’ un tentativo di far ballare senza dover ricorrere all’elettronica, di fare (math) rock mettendo la sezione ritmica su un piedistallo, lasciando le chitarre a colorare gli angoli e non a rubare la scena al resto.

La mano di Sytek si sente soprattutto nei pezzi dotati di maggiore pathos, dove i crescendo di synth e rumore invadono le distanze che stanno tra chitarre, batteria e basso: “Red Socks Pugie” e “Olympic Airways” sono due ottimi esempi. La prima è potente ed epica, la seconda più riflessiva e sofferta.
Insomma, qualche momento pregevole c’è, anche se delle voci meno monotone non ci sarebbero affatto dispiaciute ( i due singoli “Cassius” e “Balloons” evidenziano la poca varietà delle scelte del cantante Yannis Philippakis), così come delle canzoni più solide e meno derivative: se l’obiettivo dei Foals è fare della pop-music, bisogna che capiscano dove sta il punto da raggiungere in quei 3-4 minuti di ogni brano.

Questa è un’intervista che ho trovato navigando sulla rete.A mio giudizio questi cinque ragazzi mertino il nostro ascolto ,anche se i brani possono sembrare tutti simili tra di loro.

Ho scelto di riassaporare “HUMMER ” un misto tra elettronica e rock..

BLOC PARTY ” FRIZZANTI”

Bloc Party è un gruppo indie rock inglese formatosi nel 1998 a Londra.

Il gruppo nasce nel 1998 dall’incontro tra il cantante Kele Okereke, inglese di origini nigeriane, e il chitarrista Russel Lissack. I due si conoscono infatti nell’Essex, contea nella quale Lissack è nato e cresciuto e dove Okereke ha compiuto gli studi. Un anno dopo, nel 1999, i due si ritrovano al Reading Festival e decidono di formare il gruppo, che inizia così a suonare sotto il nome Angel Range.

Successivamente, tramite un annuncio sul New Musical Express si unisce nel 2000 il bassista Gordon Moakes. Nel 2002 il gruppo cambia il nome in Diet e incide due brani, This is not a Competitio e The Answer, definiti dalla rivista Drowned in Sound come gli Strokes sotto anfetamina che incontrano i Cure.

Il nome Bloc Party; l’idea viene dai cosiddetti block party,tipiche feste di quartiere statunitensi con esibizioni di gruppi locali.

Il gruppo ha altresì confermato che nel nome non sono presenti allusioni né al Blocco sovietico, né al partito politico canadese del Blocco del Quebec. Moakes ha comunque dichiarato che il nome può essere visto anche come una sorta di unione in tra i blocchi orientali (Bloc) e i partiti occidentali (Party), con un chiaro senso politico, nonostante lo stesso Moakes sostenga anche che è più il suono del nome ad aver portato il gruppo a questa scelta che non l’allusione politica

Il gruppo riceve subito un buon consenso dal pubblico, specialmente grazie ad un concerto all’Electrowerkz di Londra organizzato dall’etichetta Domino records, durante il quale i Bloc Party si esibiscono come gruppo spalla dei Franz Ferdinand ,anch’esso gruppo indie molto commerciale … ma nel mondo musicale bisogna scendere a dei compromessi, affinchè la musica possa esoandersi attraverso i diversi canali.

Nel novembre del 2003 una canzone dei Bloc Party, The Marshalls are Dead, viene pubblicata su una compilation, The New Cross, dell’Angular Recording Corporation. Il loro singolo di debutto è però She’s Hearing Voices, con la giovane casa discografica Trash Aesthetics; ciò suscita l’interesse di alcuni talent scout, e i Bloc Party hanno così la possibilità di pubblicare un ulteriore singolo, Banquet, questa volta sotto l’etichetta Moshi Moshi, che li porterà infine a firmare un contratto con la Wichita Recordings nell’aprile del 2004. Il primo singolo con la Wichita è Little Thoughts, che raggiunge la top 40; segue Helicopter, che entra nella top 30.

La risonanza positiva viene anche dai The Chemical Brothers, che si avvalgono della collaborazione di Okereke nella loro canzone Believe, contenuta nell’album Push the Button.

Possiamo affermare che di questo ne sentiremo parlare per molto tempo, in quanto sono pochi i gruppi indie che riescono a pubblicare piu’ di due album , in quanto vengono sopressi dalle stesse casa discografiche..

Ho decios di pubbliacare “Helicoper” in quanto viene spesso riproposta nei diversi stili , ad esempio il dj STEVE AOKI  ha riproposto una sua versione .. ma  io preferisco decisamente l’originale …

VOI CHE NE PENSATE?