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SPOON

Spoon è una band americana indie rock proveniente da Austin (Texas), che vanta un ampio gruppo di sostenitori nella musica underground.

Si formano nel 1994.

Nel 1996, il gruppo firmò per la Matador Records e lanciò il suo primo album, Telephono. Successivamente gli Spoon passarono alla Elektra Records nel 1998, registrando l’album A Series of Sneaks.

Dal 2000 la loro etichetta discografica fu la Merge Records, per la quale pubblicarono l’EP Love Ways (2000), Girls Can Tell (2001) e Kill the Moonlight (2002).

Dopo una pausa di alcuni anni, il 10 maggio 2005 esce Gimme Fiction, sempre per la Merge Records che vende più di 160.000 copie e porta la band al numero 1 della top 200 della Billboard alternative chart. Nel 2007 il brano The Underdog anticipa il nuovo lavoro Ga Ga Ga Ga Ga, ancora per la Merge Records.

E’ doveroso aggiungere che gli Spoon sono cresciuti, acquisendo una maggiore dose di maturità, stilistica e non.

ascoltiamo

I Turn My Camera On

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BEAT HAPPENING

Nel 1982 ad Olympia, in quello stato di Washington che diec’anni dopo sarà noto a tutto il mondo come la culla del grunge, si formano i Beat Happening.
Oggi va di moda parlare di indie-rock, beh nei primi anni ’80 molte band suonano veramente musica indipendente, tra queste c’è il gruppo di Calvin Johnson, uno dei personaggi ‘sotterranei’ più importanti della scena. Oltre al chitarrista-guru dal look veramente molto indie (all’epoca indie non era propriamente sinonimo di moda, come ahimè accade oggi!), ci sono Bret Lunsford, e Heather Lewis, seconda voce e sporadicamente batteria o chitarra.

Calvin Johnson è un ragazzo ambizioso e in qualche modo eccentrico, ha dalla sua una piccola fama di ribelle controcorrente; fonda di li a poco l’etichetta K Records; e ben presto è circondato da una serie di giovani ed inesperti artisti che diverranno poi molto celebri. Impossibile non citare il gruppo femminile delle Babes in Toyland, oppure i ben più celebri Mark Lanegan e un timidissimo Kurt Cobain (quest’ultimo si fa tatuare sul braccio una K, come quella della K Records).

Essere alternativo, indipendente e potenzialmente sovversivo è lo scopo del CalvinJohnson-pensiero. E alle prime note di Jamboree, secondo lavoro della band nel 1988, si intuisce tutto. Suoni scarni, batteria essenziale (grancassa, rullante e qualche piatto) e ripetitiva, riff di chitarra semplici e diretti: i tecnicismi lasciamoli ad altri, sembrano dire i Beat Happening. Non aspettatevi prodigi in fase di produzione, nonostante sieda un tizio come Steve Fisk che nel corso della sua carriera seguirà con attenzione tutto il movimento grunge.

Nessuna pretesa. L’essenzialità della musica è tutto. Spesso incompresa e volutamente incompleta. Che sia l’istrionica Bewitched, o la spensierata In Between cantata dalla Lewis, poco importa. Tutte le tracce non superano quasi mai i 3 minuti. Esperimenti spiazzanti come Indian Summer, accompagnata da leggerissime percussioni e da una chitarra acustica dai suoni ripetitivi e nostalgici, o in maniera ancora più accentuata in Ask me, simile ad uno scarnissimo flusso di spoken words.
Da citare altre piccole perle ‘vuote’ (musicalmente parlando) come Cat Walk, o la rediviva Drive Car Girl; la costante rimane la voce cavernosa e “parlata” di Johnson. The This Many Boyfriends Club, potrebbe ricordare le sonorità dei Sonic Youth degli inizi, ma le cose in comune tuttavia finiscono qui.

Jamboree è un album che ha tanto da insegnare ai giovani. Lontanissimi da suoni ricercati o da trame strumentali complesse, mostra il lato genuino e fin troppo crudo della musica indipendente, quella suonata negli scantinati di casa con un pubblico di amici, senza pretese, senza grossi messaggi da lanciare, ma con tanta voglia di fare musica. Da sempre ostili al mainstream, i Beat Happening si sono ritagliati una ristrettissima cerchia di fans, nel corso della loro carriera chiusa nel 1992.
Ascoltateli, non fanno male alla salute, anzi sono una cura contro il fashion-indie-rock deprecabile di questi ultimi anni!

FIST LOVE “THE MACCABES”

I The Maccabees sono una band indie rock inglese  di Brighton, originari di Londra. Ad oggi hanno pubblicato due album, Colour It In, e Wall of Arms.

Il nome del gruppo è stato scelto sfogliando la Bibbia e scegliendo una parola a caso. Nonostante abbiano un nome di ispirazione religiosa, il frontman del gruppo, Orlando Weeks, ha dichiarato durante un’intervista che nella band non c’è nulla di religioso.

I primi due singoli dei Maccabees, X-Ray e Latchmere, usciti tra il 2005 e il 2006, sono stati trasmessi in alcune radio inglesi, ma non hanno avuto un grande risalto a livello internazionale. Il video del secondo singolo, invece, dopo essere stato inserito su YouTube ha avuto un notevole successo su internet.

Dopo aver firmato un contratto con la Fiction Records, nel Maggio del 2007 pubblicano il loro primo album, Colour It In. Con il singolo First Love riescono per la prima volta ad entrare nella UK Singles Chart, posizionandosi al 40° posto. Con il successivo About Your Dress raggiungono il 33° posto nelle classifiche di vendita inglesi. Dopo l’uscita del loro primo album hanno fatto un tour negli USA insieme ai Bloc Party e successivamente, a partire da Ottobre 2007, un tour per tutto il Regno Unito.

Precious Time, che mia aveva colpito sin dal primo ascolto. Ma è stato leggendo più di una recensione positiva sul web che mi sono detta : ma sì, voglio contribuire anch’io, nel mio piccolo, a far conoscere questa band che ancora non è “esplosa”.  Il disco d’esordio dei Maccabees si chiama ‘Colour It In’ ed è formato da 13 tracce dalla grande musicalità e soprattutto capaci di dare una precisa identità a questa giovane band. Siamo, per intenderci, nell’ambito pop/rock-new wave. Mi piace definirli come un punto d’incontro tra le melodie dei Magic Numbers ed i rudi riff di chitarra dei Kings of Leon. Ma i Maccabees sono soprattutto i Maccabees, e la grande particolarità è senza dubbio costituita dalla splendida voce del cantante della band, Orlando Weeks. In certi pezzi si sente prepotente l’influenza dei Blur. Nel disco non mancano i momenti più lenti e riflessivi (‘Toothpaste Kisses’) così come si possono ritrovare piacevoli impennate di ritmo (‘All In Your Rows’, ‘Latchmere’) e brani di grande qualità pubblicati finora come singoli, ‘About Your Dress’, ‘First Love’ e la bellissima ‘Precious Time’, pezzo dalla propotente singolarità, che meriterebbe sicuramente maggiore celebrità. Come ho letto in alcune recensioni, i Maccabees sono un fenomeno tipicamente British. Proprio per questo, gli amanti del Brit-Style corrono seriamente il rischio di restarne, come me, folgorati!

GRYZZLY BEAR

Grizzly Bear è il nome di un gruppo indie rock formatosi a Brooklyn e composto da Daniel Rossen (voce, chitarra e tastiere), Ed Droste (voce, chitarra, tastiere), Chris Taylor, polistrumentista (basso, voce di accompagnamento e produttore), e Christopher Bear (batteria e voce di accompagnamento). Il gruppo utilizza strumenti elettronici e tradizionali. Il loro stile è caratterizzato dalla presenza di elementi tipici del pop psichedelico, del folk rock e dell’experimental rock. Acquistano notevole importanza chitarre acustiche e vocalismi.

Daniel Rossen fa parte anche del duo dei Department of Eagles.

VECKATIMEST(ALBUM 2009)

Benché infatti l’irregolarità delle melodie connoti con evidenza l’album fin dal suo inizio, l’andamento ondeggiante della maggior parte dei brani non si traduce in ostentate derive freak in stile Animal Collective, sfociando piuttosto in canzoni dai più pronunciati accenti pop. È il caso dell’aggraziata polifonia vocale di “Two Weeks”, dell’efficacissimo passaggio tra “Ready, Able” e “About Face” e della perfetta popsong corale “While You Wait For The Others” che, a voler cercare a tutti i costi degli accostamenti, coniugano con palese naturalezza la più classica vena pop dei Beach Boys con la trasfigurazione solare degli ultimi Sigur Rós e con la grandiosità d’impianto sonoro degli Arcade Fire.
Droste e soci non dimenticano tuttavia la loro originaria matrice folk, che riaffiora in superficie nella conclusiva “Foreground”, che riconduce a una quieta elegia acustica tutto quanto fin lì offerto da “Veckatimest” e dalla sua coralità celestiale percorsa da iterazioni armoniche, timide dissonanze e controllate fughe psichedeliche.

Le infinite sfumature del caleidoscopio creato dai Grizzly Bear confermano senz’altro quanto di buono già lasciato intravedere nelle opere precedenti, facendo riscontrare nella loro vorticosa modalità espressiva quel giusto equilibrio tra tessiture melodiche e divertite timbriche di folk corale invano perseguito da tanti altri artisti che finiscono per perdersi nei meandri di un disordine compositivo studiato ma troppo spesso fine a se stesso. In questo caso, lo spirito giocondo di base e persino l’abbandono a qualche divertita eccentricità risultano invece funzionali a un pop sì obliquo e inafferrabile, ma dotato di un propria spiccata impronta caratteriale e sorretto da canzoni che, superata qualche comprensibile difficoltà iniziale, riescono gradualmente a entrare in circolo, forti di una sapiente efficacia di scrittura e di un incontaminato spirito frizzante.

IDENTIFUCABILI CON

“Two Weeks”

“RAZORLIGHT” LA GIUSTA STRADA INDIE?

I Razorlight sono un gruppo musicale indie rock anglosvedese attivo dal 2002.

L’album di debutto dei Razorlight, Up All Night, uscì il 28 giugno 2008, raggiungendo la terza posizione nella classifica inglese. L’uscita del disco fu accompagnata dalle recensioni positive di NME, Q Magazine e Billboard, anche se il gruppo fu accusato di mancanza di immaginazione e poca originalità, presumibilmente per aver tratto ispirazione da altre band influenti come gli Strokes.

I Razorlight sono poi divenuti molto popolari all’interno della scena musicale londinese: le loro esibizioni sono state talmente richieste da indurre il gruppo ad organizzare spettacoli extra, tra cui al celebre Alexandra Palace, la cui capacità supera le 7000 unità. Il successo commerciale ottenuto dall’album nella UK ha portato a considerare Up All Night come uno dei lavori più importanti del 2004.

Up All Night è stato edito di nuovo nell’aprile 2005 , includendo il singolo precedentemente omesso Somewhere Else, che ha raggiunto la seconda posizione della classifica.

Nel luglio 2005 la band si è esibita all’Hyde Park di Londra all’interno della serie di concerti del Live 8; inoltre è stata al centro di molte polemiche per non aver devoluto in beneficenza i suoi proventi extra.

Durante il 2005  i Razorlight si sono esibiti come supporto di artisti del calibro di Queen + Paul Rodgers, Richard Ashcroft, Oasis e Rolling Stones.

Il gruppo inglese ha pubblicato in Gran Bretagna il secondo album, Razorlight, il 17 luglio 2006 e, dopo appena una settimana, ha conquistato la vetta della classifica; tra le recensioni positive ricevute spicca un rarissimo 5/5 della rivista Q Magazine. Il primo singolo tratto dall’album, In The Morning, era stato pubblicato il 3 luglio2006, raggiungendo la seconda posizione in classifica (la terza migliore performance del gruppo, dopo Somewhere Else  e America)

Nel 2007 i Razorlight sono stati nominati a due Brit Awards (Best British Band e Best Song, con America) e anche a due NME Brat Awards (Worst Band e Worst Album).

Adesso ascoltiamo

“Golden Touch”

PAVEMANET IL VERO GRUPPO INDI(e) STRUTTIBILE

I Pavement sono una band indie rock americana, formatasi a Stockton (California), nel 1989.

Pavement sono stati tra i più noti ed influenti gruppi dell’area lo-fi.

Il movimento lo-fi era esploso negli Stati Uniti nei primissimianni novanta e i Pavement, alla testa di tale movimento propugnavano un approccio volutamente amatoriale alla musica rock.

I suoni erano grezzi, e appunto a “bassa fedeltà”, le liriche spesso surreali, le melodie tutto sommato abbastanza orecchiabili, ma era l’approccio a renderli diversi dagli altri gruppi pop mainstream. Una serie di EP per lo più autoprodotti, e diverse esibizioni live li catapultano immediatamente tra i gruppi indie-pop più amati dai ragazzi dei college americani. In particolare spopola un loro singolo Summer Babe (1991) che verrà inserito un anno dopo nel loro primo album Slanted and Enchanted.

Una delle caratteristiche sonore peculiari della band deriva dall’utilizzo creativo delle accordature di chitarra, spesso inventate, anche attraverso l’utilizzo di corde uguali su posizioni diverse. Particolarità questa, mutuata da altri gruppi, come ad esempio i Sonic Youth, che conferisce una divertente squadratura e apparente fievole stonatura, a volte melliflua e armonica a volta fredda e acida alle loro sonorità.

I Pavement uscirono da quel panorama sotterraneo americano, debitori dello spirito che aveva infiammato il rock inidpendente americano degli anni 80.

E’ uno  dei pochi gruppi che è sempre rimasto con un’etichetta indipendente , senza  farne per questo una bamdiera, ma come scelta  intima e personale; in quanto molitssime band non riescono a produrre neppure il secondo album.

ASCOLTIAMO “RANGE LIFE” PUR SEMPRE INDIE COME STILE DI VITA

ELETTRO INDIE TEDESCO”The Notwist”

The Notwist sono una band indie rock tedesca che canta in lingua inglese. Sono stati fortemente influenzati dalla scena musicale elettronic

Gli Acher e Messerschmidt formarono il gruppo nel 1989 a Weilheim, vicino a Monaco. Nel 1990 registrarono il loro debutto indipendente, un LP orientato al grunge metal. Il 1992vide la pubblicazione di “Nook”, che aveva un sound indie rock, mentre il loro album del 1995, “12”, contiene le loro prime sperimentazioni nel campo dell’elettronica. Martin Gretschmann si unì al gruppo nel 1997. Shrink, rilasciato nel 1998, è un album che fonde jazz, rock e elettronica, che per certi versi anticipa “Amnesiac” dei Radiohead. L’album “Neon Golden”, che ha visto la luce nel 2002 ha aperto loro la strada degli ascoltatori americani, con le sue sensazioni profonde e le sue melodie accattivanti.

Il gruppo è stato remixato da Four Tet, Caribou, Console, Loopspool e altri. Il cantante del gruppo, Markus Acher, ha collaborato con il produttore e rapper Alias nella canzone “Unseen Sights”; un lavoro che, seppure non considerato tra i migliori dei due artisti, mostra una sorprendente versatilità e ampiezza musicale in entrambi gli artisti. Ha inoltre contribuito vocalmente nella canzone “Sombre City” con il duo rap Zucchini Drive.

I Notwist hanno formato nel 2004 un supergruppo con i Themselves, chiamato 13 & God, il cui omonimo debutto fu pubblicato nel2005. Markus Acher, oltre al suo lavoro con i Notwist e i 13 & God, è impegnato anche con il gruppo Lali Puna ed il progetto personale Rayon, mentre Mecki Messerschmidt ora suona la batteria nel recentemente risorto Schweisser. Il bassista Michael Acher ha inoltre fondato i Ms. John Soda con Stefanie Bohm mentre entrambi i fratelli Acher sono membri del gruppo dub jazz Tied & Tickled Trio.

Nel 2006 la canzone “One with the freaks” chiude il film di Paolo Sorrentino “L’amico di famiglia”.

Il 5 marzo 2008 è stato annunciata la pubblicazione, dopo 6 anni di silenzio, del follow up di neon golden. Il disco s’intitola “the devil, you+me” e vede un cambio di genere preferendo le sonorità orchestrali e cupe al pop del precedente lavoro grazie anche alla collaborazione con la Andromeda Mega Express Orchestra. Inoltre la line up si è ristretta a 3 elementi dopo la dipartita di Messerschmidt sostituito nei live da Andy Haberl. È possibile ascoltare gratuitamente un mp3 scaricandolo dal sito City Slang (www.cityslang.com/mp3/goodlies.mp3). Il disco è uscito il 3 maggio in Europa ed il mese successivo in USA. In seguito sono stati estratti dall’album i singoli “where in this world e “Boneless” seguiti da un lungo tour in europa che ha toccato anche l’italia verso la fine dell’estate 2008.

Apprezzo moltissimo quest’unione tra indie ed lettronica cosa ne pensate?AMO QUESTO CLIP…

UNIONE TRA SOGNO E REALTA’