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PAVEMANET IL VERO GRUPPO INDI(e) STRUTTIBILE

I Pavement sono una band indie rock americana, formatasi a Stockton (California), nel 1989.

Pavement sono stati tra i più noti ed influenti gruppi dell’area lo-fi.

Il movimento lo-fi era esploso negli Stati Uniti nei primissimianni novanta e i Pavement, alla testa di tale movimento propugnavano un approccio volutamente amatoriale alla musica rock.

I suoni erano grezzi, e appunto a “bassa fedeltà”, le liriche spesso surreali, le melodie tutto sommato abbastanza orecchiabili, ma era l’approccio a renderli diversi dagli altri gruppi pop mainstream. Una serie di EP per lo più autoprodotti, e diverse esibizioni live li catapultano immediatamente tra i gruppi indie-pop più amati dai ragazzi dei college americani. In particolare spopola un loro singolo Summer Babe (1991) che verrà inserito un anno dopo nel loro primo album Slanted and Enchanted.

Una delle caratteristiche sonore peculiari della band deriva dall’utilizzo creativo delle accordature di chitarra, spesso inventate, anche attraverso l’utilizzo di corde uguali su posizioni diverse. Particolarità questa, mutuata da altri gruppi, come ad esempio i Sonic Youth, che conferisce una divertente squadratura e apparente fievole stonatura, a volte melliflua e armonica a volta fredda e acida alle loro sonorità.

I Pavement uscirono da quel panorama sotterraneo americano, debitori dello spirito che aveva infiammato il rock inidpendente americano degli anni 80.

E’ uno  dei pochi gruppi che è sempre rimasto con un’etichetta indipendente , senza  farne per questo una bamdiera, ma come scelta  intima e personale; in quanto molitssime band non riescono a produrre neppure il secondo album.

ASCOLTIAMO “RANGE LIFE” PUR SEMPRE INDIE COME STILE DI VITA

SPIAZZALE FESTIVAL

Il bello dello Spaziale Festival è che ogni anno riesce a confermarsi su standard qualitativi elevati senza far mai salire una band o un artista per la seconda volta sul proprio palco. Non è una cosa da poco, se ci pensate bene, tanto più se si considera che ogni anno ci sono i successi del precedente da non far rimpiangere.

In barba al motto “squadra che vince non si cambia”, anche quest’anno lo Spaziale ha scelto di rinnovare interamente il cast, riuscendo nella miracolosa impresa di fare centro dopo una edizione che aveva visto esibirsi gli ottimi Wilco, Bright Eyes e C.S.S., oltre a realtà sempreverdi del calibro di Sonic Youth e Mudhoney.

Una nuova scommessa vinta quindi, con l’offerta di sei grandi live internazionali molto diversi tra loro eppure tutti assolutamente convincenti,oltre alla consueta parentesi di ‘Emersione’, concerti gratuiti di band italiane (Teatro Degli Orrori, Offlaga Disco Pax, Yuppie Flu) che negli ultimi anni si sono affermate ai vertici della scena indipendente nazionale.

A voler stilare una classifica sulla base di quanto visto e di quanto raccontatoci da amici presenti mentre noi eravamo altrove, i migliori live dell’edizione 2008 dello Spaziale dovrebbero essere stati quello dei redivivi Notwist e quello di apertura, l’originale staffetta tra i Vampire Weekend e i sempre più robusti Raconteurs.

Credo  che sia un’ottima  opportunita’ con la formula “pagi uno , vedi due” … di poter osservare dal vivo queste band  che meritano davvero di stare su quel palco

AVVISO  IMPORNTANTE:

8-7-2008  VI PARTECIPERANNO “I VAMPIRE VEEKEND ” ALLO SPAZIALE FESTIVAL TORINO


EFFETTO PLACEBO

Gia’ dal nome possiamo subito intuire il geniale legame tra illusione e realtà.

I Placebo sono una alternative rock band britannica formata da Brian Stefan Olsdal(voce, chitarra, tastiera), Stefan Olsdal (basso, tastiera) e Steve Forrest (batteria), che ha sostituito Steve Hewitt agli inizi del 2008.

Finora hanno venduto oltre 10 milioni di dischi e godono tuttora di una buona fama internazionale.

Sono noti anche per aver portato avanti uno stile musicale molto variegato, che ha saputo spaziare dal britpop al post-grunge, passando per neo-glam, punk rock e diverse sperimentazioni elettroniche che si possono notare n

egli ultimi album.

L’origine del loro nome ha due significati. Brian ha semplicemente dichiarato che in quegli anni andava di moda chiamarsi con il nome di una droga, così loro scelsero la parola Placebo, mentre Olsdal diede un’altra versione, dichiarando che la parola ha origini latine che tradotto in inglese significa “I will please”.

La band nasce nel 1994  Il gruppo è stato fortemente influenzato da gruppi come The Cure, Kiss, Smashing Pumpkins, Sonic Youth, Pixies e David Bowie. Dopo alcuni concerti vengono addocchiati da un reclutatore della casa

discografica Virgin. Così i Placebo firmarono per la Virgin e pubblicarono l’omonimo Placebo nel 1996. Il singolo di lancio è Come Home. Vengono quindi notati dal duca bianco  che, rimastone affascinato, li porta con

se nel suo tour europeo in Francia e Italia. Nel 1996 Steve Hewitt tornò a suonare con Brian e Olsdal lasciando i Bree

d e il debutto ufficiale si registra proprio al compleanno di Bowie dove i Placebo erano stati invitati a suonare.

Il 1997 e l’anno successivo furono esaltanti per la band, che si ritrova a suonare a fianco degli U2 e a collaborare con il leader dei R.E.M. Michael Stipe durante le riprese di Velvet Goldmine.

L’album è un vero capolavoro: pungente e duro al punto giusto, leggero e incantato nelle bellissime ballate. Pu

re Morning, il primo singolo, stupisce gran parte del pubblico. La voce di Brian ed il suo corpo femmineo che passeggia sulla parete di un grattacielo rimangono per molti mesi nei piani alti delle classifiche europee e anche tra quelle dei critici più attenti.

http://www.youtube.com/watch?v=KbHkwrGgsoA    (bellissimo clip)

Molko ha apertamente dichiarato di fare uso di sostanze stupefacenti; nel 1997 in un’intervista con i New York Doll, ha ammesso che l’eroina fu “il pianeta che ancora non aveva esplorato”.Tuttavia, ha successivamente annunciato di fare uso di eroina.

Nel febbraio 2001, la band viene invitata come ospite al Festival di Sanremo, una serata che ricorderanno in tanti: al termine del brano da loro eseguito, Special K, Molko colpisce ripetutamente l’amplificatore del teatro Ariston con la sua chitarra. Nelle poltroncine, signore e signori in platea rimangono sbalorditi da tale gesto, e in molti gli rivolgono improperi quali “scemo, scemo” o “buffone”. Molko, dal canto suo, rispose con un inchino teatrale, seguito dal dito medio alzato. La sensazione generale era che forse i Placebo non fossero una band da Sanremo. Brian spiegherà dopo il fatto che si era “incazzato” perché la gente in platea si stava addormentando mentre loro eseguivano la performance, al contrario secondo lui la loro musica è fatta per divertirsi e scatenarsi (per questo motivo distrusse l’amplificatore con la chitarra, in segno di protesta). Brian inoltre ha raccontato che durante quel periodo i Placebo stavano affrontando una tournée molto intensa, avevano girato 3 paesi in 48 ore ed avevano smarrito i bagagli in FRANCIA. Altre voci, correlate da video del backstage, confermerebbero che Molko e co. fossero stati alticci al momento dell’esecuzione.

I Placebo sono conosciuti anche grazie ai molteplici temi scelti per la composizione dei brani. Aggressività,  amore e droga, soprattutto trasgressione rientrano nelle canzoni del trio. Il suono in genere è molto enfatizzato, grazie anche all’utilizzo di effetti di distorsione (chitarra). I Placebo sono altresì famosi anche per ballate leggere e romantiche, seguite da arpeggi dolci di chitarra e una tastiera molto presente.
Alcuni brani richiamano il glam rock di David Bowie, in voga soprattutto negli anni settanta Il loro genere viene definito alternative rock proprio perché la band è solita unire brani aggressivi e potenti a ballate romantiche.

Io amo la voce di quest’uomo carismatico… una bellissima versione dei PIXIES regalata dai PLACEBO è “WHERE IS MY MIND ”

CREDO  CHE IL MIO AMORE PER QUESTA BAND VADA AL DI LA’ DEL PURO EFFETTO PLACEBO